"La Lezione delle Crocchette"
- Cristina Mirandola

- 8 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Non si può mai dire da dove arrivano le lezioni, io ho preso la consapevolezza della “pazienza” dalla mia gatta Maia.
La mia micia Maia, una trovatella che ho amato per 11 anni, aveva un rito: mangiava solo se le stavi vicino. E non si trattava di un pasto veloce. Maia mangiava le crocchette una alla volta, con pause tra un boccone e l'altro. Tre volte al giorno, dovevo sedermi e concederle tutto il tempo necessario.
All’inizio, questa cosa mi irritava profondamente. Io sono una persona che vuole realizzare i progetti alla velocità della luce, ottenere risultati subito, correre. Stare ferma per dieci, quindici minuti a guardare lei che mangiava una crocchetta alla volta era un supplizio.
Mi lamentavo: "Ma quanto ci vuole? Devo fare altro!".
Poi, un giorno, ho smesso di guardare l'orologio e ho iniziato a guardare lei.
Maia non era lenta, era presente. Stava assaporando. Stava rispettando i suoi tempi. E così, senza saperlo, stava costringendo me a rispettare i miei.
Ho capito che i miei progetti, la mia carriera, la mia crescita personale, non sono diversi dai suoi pasti. Cercavo di ingoiare tutto insieme, volevo il risultato finale senza rispettare il processo.
La fretta non aiuta, distrugge l'assimilazione. La fretta non è produttività, è ansia mascherata.
Maia mi ha insegnato che tutto ha il suo tempo. Le cose importanti, come una guarigione, un progetto o anche un pasto, necessitano di essere affrontate una "crocchetta" alla volta.
E tu da chi hai imparato la lezione più importante sulla pazienza?





Commenti